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Medio Oriente

CAMBIO DI PASSO SU HAMAS? 8/6/10

Venerdì 10 Settembre 2010 09:57

Mondo - Medio Oriente

Paola Caridi (corrispondente da Gerusalemme) -

E ora, che succede? La MV Rachel Corrie non sarà probabilmente l’ultimo cargo a tentare di raggiungere le coste di Gaza, chiuse dal blocco navale israeliano. Una nave è in partenza da Beirut la prossima settimana: 50 giornalisti e 25 attivisti saliranno a bordo, e porteranno materiale scolastico. Su di un’altra nave, questa volta dall’Europa, si imbarcheranno invece in gran parte ebrei di un’associazione tedesca per la pace. Mentre l’attivista George Galloway ha già annunciato un convoglio via terra di 500 veicoli e, parallelamente, 60 navi in rotta verso Gaza a settembre. E poi c’è la storia più enfatizzata, quella delle navi iraniane la cui partenza è prevista per la prossima settimana A organizzarle, la Mezzaluna Rossa iraniana, mentre la Guardia rivoluzionaria – i pasdaran - ha detto di esser pronta a scortare il convoglio.

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GO! RACHEL CORRIE, GO! 5/6/10

Venerdì 10 Settembre 2010 09:57

Mondo - Medio Oriente

 

Paola Caridi (corrispondente da Gerusalemme) - E' il grido virtuale che emerge da twitter in queste ore. Anzi, da ieri. Un tam tam sommesso ma costante, continuo, tanto da aver trasformato #rachelcorrie in uno degli hashtag (le parole chiave, insomma) più usate sulla messaggeria via internet. L'attivismo si fa anche così, dovrebbe  essere l'immediata risposta. E' vero, ma non solo. Quel grido, Go! Rachel Corrie, go! - indirizzato alla nave intercettata all'alba in acque internazionali (ancora...) dalla marina militare isreliana mentre era in rotta verso il porto di Gaza City - diche anche che la storia della Freedom Flotilla non si è chiusa. Non si è chiusa con i morti e i feriti (a proposito, sul Guardian c'è un articolo che parla dei risultati delle autopsie sui nove morti: 30 proiettili per ucciderli).  Non si è chiusa con gli attivisti rispediti indietro nel tempo record di 24 ore, e le frasi pronunciate ieri da Recep Tayyep Erdogan lo confermano. Non si è chiusa con il sostegno totale del governo alla decisione di aver mandato le unità speciali ad assalire la Mavi Marmara, e la dichiarazione di questa notte della Casa Bianca fa intuire il rovello in cui è immersa l'amministrazione Obama, che ha ereditato la politica di George W. Bush sull'isolamento di Hamas, e ora si ritrova a dover gestire un cambiamento diff

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ISRAELE ATTACCA LE NAVI DELLA PACE (dalla corrispondente Paola Caridi) 31/5/10

Venerdì 10 Settembre 2010 09:57

Mondo - Medio Oriente

Gerusalemme - Le pubbliche relazioni di Israele con il mondo, oggi, hanno vissuto una delle giornate peggiori. Più le ore passano, più le dichiarazioni risentite verso il governo di Tel Aviv arrivano da tutte le parti del mondo. Compreso da alcuni dei paesi dell'algida Europa. Ha parlato Sarkozy, ha parlato il ministro degli esteri Bernard Kouchner. Ha parlato anche Bernard Henry-Levy, uno dei firmatari di J Call, l'appello della parte progressista della comunità ebraica europea. Soprattutto, ha parlato però la Turchia, che ha richiamato in patria il suo ambasciatore a Tel Aviv, mentre a Istanbul sono cominciate le manifestazioni di protesta anti-israeliane e il governo Netanyahu ha chiesto ai suoi cittadini - per motivi di sicurezza - di non recarsi in Turchia.

La Turchia è il paese più colpito dall'assalto alle navi della pace compiuto dalla marina militare israeliana alle 4 e 30 di stamattina, all'alba.  Le unità speciali della marina israeliana sono arrivate con elicotteri e gommoni per assalire una delle navi dei pacifisti che tentavano di arrivare a Gaza. La Freedom Flotilla - composta alla fine da sei imbarcazioni, compresa una nave turca - aveva con sé 10mila tonnellate di aiuti umanitari. Il bilancio, ancora parziale, dell'attacco è tragico. Si parla sino ad ora di venti morti, mentre i feriti vengono portati nei diversi ospedali israeliani e le navi ad Ashdod.

Le reazioni palestinesi. E' stato indetto per domani lo sciopero generale degli arabo-israeliani, che sulle navi avevano alcuni degli esponenti più importanti di un settore della popolazione che rappresenta il 20 per cento dei cittadini. Un milione e mezzo di palestinesi di identità nazionale, e di israeliani di passaporto. A Gerusalemme est, nelle strade commerciali, i negozi sono serrati, per aderire ai 3 giorni di lutto proclamati dall'Autorità nazionale palestinese, attraverso le parole del presidente Mahmoud Abbas. Il governo israeliano ha espresso inizialmente il suo rammarico, ma ha fatto quadrato attorno alle sue forze armate, accusando i pacifisti della Mava Marmari di essere armati e di aver voluto linciare i membri delle unità speciali della marina che avevano assaltato la nave. I pacifisti, invece, hanno accusato Israele di aver violato le convenzioni internazionali, avendo assaltato le navi della Freedom Flotilla in acque internazionali.

Paola Caridi

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il supplemento culturale di Lettera22 diretto da Attilio Scarpellini

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