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Europa

LA NUOVA TURCHIA DEBUTTA AL CONSIGLIO DI SICUREZZA 1/9/10

Venerdì 10 Settembre 2010 09:53

Mondo - Europa

di Gianna Pontecorboli

 

Con l'inizio del nuovo mese, a sedersi al posto di presidente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu arriverà un diplomatico che molti definiscono timido e riservato, abile ma poco incline ad aprirsi con colleghi e giornalisti, l'ambasciatore turco Ertugrul Apakan. 
Apakan assumerà il suo incarico solo casualmente, visto che i  15 rappresentanti del consiglio si avvicendano al tavolo della presidenza in ordine alfabetico e senza distinzione tra i membri permanenti e quelli non permanenti. In agosto spettava ai russi e  adesso e' la volta della Turchia, che e' entrata nel consiglio all'inizio del 2009 e ne usciraà a gennaio del 2011. 

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MOSCA, ARRIVA LA PIOGGIA. E LO SPETTRO DI CHERNOBYL 12/08/10

Venerdì 10 Settembre 2010 09:53

Mondo - Europa

di Lucia Sgueglia

Piccole gocce di pioggia, e folate di vento: un balsamo che pare un miracolo, il temporale estivo caduto martedì notte, per i moscoviti imprigionati da due mesi in una terrifbile bolla d’afa. Basterà per rinfrescare anche la popolarità del governo Putin, in picchiata sotto le critiche per il piano antincendio, ritardi, omissioni, tentativi di minimizzare, censure tv e assenze per vacanza non giustificate?

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SILENZIO IN RETE CONTRO IL DDL ALFANO 8/7/10

Venerdì 10 Settembre 2010 09:53

Mondo - Europa

 

Il disegno di legge sulle intercettazioni va ritirato. È unanime la posizione del mondo dell’informazione sul web, che il 9 luglio aderisce alla ‘Giornata del silenzio sulla rete’, lanciata da Lettera22, Reporter Senza Rete e Articolo21, in collaborazione con la Federazione nazionale della stampa (Fnsi).

Da Roma Sonia Grieco*

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ITALIA SOTTO ESAME. CON VOTI BASSI 11/6/10

Venerdì 10 Settembre 2010 09:53

Mondo - Europa

A Ginevra il 9 giugno scorso, l'Italia ha dovuto rispondere alle osservazioni dei rappresentanti dei governi che hanno partecipato alla revisione periodica sullo stato dei Diritti Umani  e alle prevedibili critiche della società civile, rappresentata dalle organizzazioni non governative. Risposte imbarazzate e accuse pesanti. Sotto i riflettori tutto quel che non va nel Belpaese. Sergio Bassoli, del Dipartimento Internazionale della CGIL spiega cosa è successo

Nel pieno rispetto della scadenza della XIV Sessione del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (HRC), l’Italia ha presentato le risposte alle 92 raccomandazioni recapitate dal Gruppo di Lavoro del HRC, lo scorso febbraio. E’ toccato alla Rappresentante Permanente della delegazione italiana presso le Nazioni Unite di Ginevra, Ministra Mirachian,  diplomatica di carriera, di esperienza ed intelligente, presentare la posizione del Governo italiano e quindi rispondere alle osservazioni dei rappresentanti dei governi che hanno partecipato alla revisione periodica sullo stato dei Diritti Umani in Italia, ed alle prevedibili critiche della società civile, rappresentata dalle organizzazioni non governative (Ong).


La Ministra ha impostato il suo intervento sulla difensiva, utilizzando solamente 5 dei 20 minuti a disposizione per presentare la riposta del Governo alle Raccomandazioni, non è entrata nel merito, lasciando così il campo agli interventi in sala, per poi rispondere in modo preciso alle osservazioni. Scelta questa, abbastanza irritale, come sono stati irritali gli interventi dei rappresentanti degli stati membri, rompendo quel tacito accordo tra stati di non criticare pubblicamente in sedi così formali come questa, salvo, per quelle condanne riservate ai paesi più esposti, vedi Israele, Iran, Arabia Saudita, Cuba, ed altri. Tutti gli interventi non hanno risparmiato critiche e ulteriori raccomandazioni all’Italia.

I rappresentanti di Algeria, Iran, Belarus, Stati Uniti d’America, Iraq, Somalia, non hanno fatto sconti, ricordando, le discriminazioni contro i rom e contro i migranti irregolari, il rifiuto di inserire il delitto di tortura nel codice penale, i fatti di Rosario, le leggi contro la libertà di opinione (stampa ed intercettazione), il conflitto di interessi, e per finire la posizione italiana contro la dichiarazione del HRC di condanna ad Israele per l’atto di pirateria contro la nave Mavi Mavar. il rifiuto di ratificare la Convenzione ONU del 1990 sui Diritti dei Migranti e delle loro Famiglie, l’impegno per lo 0,7% a favore dei paesi poveri, sempre più lontano per i tagli realizzati.

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PUTIN E IL ROCKER, MOSCA TORNA IN PIAZZA CON SHEVCHUK 1/06/10

Venerdì 10 Settembre 2010 09:53

Mondo - Europa

Un racconto dalla manifestazione del “dissenso” ieri a Mosca. Dove nonostante il finale solito, si respirava aria nuova.

di Lucia Sgueglia, corrispondente da Mosca

MOSCA - Può una canzone, o chi la canta, cambiare la Russia di Putin, dove l’opposizione non può nulla? Certamente no. Lo si è visto ieri sulla piazza Triumfalnaja nel centro di Mosca. Dove la manifestazione in difesa dell’articolo 31 della Costituzione russa (libertà di assemblea) che si svolge ogni 31 del mese - senza aver mai ottenuto il permesso dalle autorità - è finita male come sempre.

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Zona22
il supplemento culturale di Lettera22 diretto da Attilio Scarpellini

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