MOSCA ROVENTE, ALLARME DIROTTAMENTO 30-7-10
Scritto da Redazione Venerdì 30 Luglio 2010 08:23
Una delle estati più roventi da un secolo per la capitale russa, con picchi record, cui qualche giorno si è aggiunto il veleno di una maligna nube di carbone. Così, quando uno dei passeggeri del volo Mineralnie Vodi-Mosca si rivolge al capitano chiedendo di poter parlare con la leadership russa e i media nazionali,minacciando il dirottamento e la presa di ostaggi in caso di rifiuto, gli altri 105 a bordo sulle prime forse danno la colpa al solleone.
Lucia Sgueglia
MOSCA – Il termometro fuori segna 39 gradi all’ombra, quando alle 15.45 il volo 1236 proveniente da Mineralnie Vody (Acque Minerali), sonnecchiosa località termale nel sud della Russia, si avvicina alla pista dell’affollato scalo di Domodedovo a Mosca. Una delle estati più roventi da un secolo per la capitale russa, con picchi record, cui qualche giorno si è aggiunto il veleno di una maligna nube di carbone. Così, quando uno dei passeggeri si rivolge al capitano chiedendo di poter parlare con la leadership russa e i media nazionali, minacciando il dirottamento e la presa di ostaggi in caso di rifiuto, gli altri 105 a bordo sulle prime forse danno la colpa al solleone. Secondo altre fonti, l’uomo avrebbe «cominciato a dare ordini all' equipaggio» prendendo il controllo dell'aereo mentre era ancora in volo, poi una volta atterrato lo avrebbe mantenuto per circa 2 ore. Fuori già scatta l’allarme rosso. Una donna si sente male. L’aspirante dirottatore fa un errore fatale, concede l’accesso dei dottori. E forse I 105 pensano di nuovo a un’allucinazione da calore, quando il gruppo di medici, venuto per dar soccorso alla donna in procinto di svenire, getta via il proprio travestimento per lanciarsi in un blitz armato. Sono le teste di cuoio dei reparti speciali antiterrorismo. Alle 18.30 il presunto terrorista è ammanettato, rilasciati tutti incolumi gli “ostaggi”. Mai cosi’ presto in un aeroporto, altro record, fa notare il web russo.
Immediata, come di rito in questi casi, anche l’attribuzione di “terrorista caucasico” per il colpevole. Mineralnie Vodi si trova sì nel Caucaso – tuttavia lontano dai punti caldi di Cecenia, Daghestan, Inguscezia dove regna la guerriglia. E l’arrestato, Magomed Patiev, 40 anni, che non era neppure armato, è di etnia inguscia ma cittadino del lontano Kazakhstan, in Asia centrale, ad Almaty è direttore di un’attività commerciale. Probabilmente, uno dei tanti “figli della diaspora” seguita alla deportazione voluta da Stalin dei popoli del Caucaso negli anni 40, poi fatti tornare da Krusciov. Non proprio l’identikit del ribelle, data anche l’età, ma insomma, in queste ore viene interrogato dalla polizia russa e si attendono lumi.
Quel che è certo è che l’incubo terrore non molla il Cremlino nemmeno sotto ferragosto. Del resto, molti dei più sanguinosi attentati nella storia del paese sono stati compiuti proprio in questo mese. E l’allerta terrore resta massima dopo gli attentati del 29 marzo nel metro di Mosca che hanno ucciso 40 russi. Ed ecco che nell’estate dei record nuove scene da film di spionaggio agitano Mosca dopo lo scandalo internazionale delle spie a giugno, con molti interrogativi ancora aperti.
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