Africa
PIRATI!
Mercoledì 08 Settembre 2010 12:23
Un gruppo di ragazzi armati fino ai denti , arrivati a sorpresa a bordo di un piccolo scafo, attacca un cargo al largo del Golfo di Aden. A bordo della nave, pero’, i marinai sono sull’allerta e , poco dopo, arriva in soccorso una delle unita’ militari che da un paio d’anni pattugliano lo specchio d’acqua. Dal cielo, si cala un elicottero della Nato e dopo una breve scaramuccia cinque o sei pirati sono immobilizzati e catturati.
Gianna Pontecorboli corrispondente da New York
Al largo della Somalia, scene simili si ripetono ormai quasi giornalmente. Ma poi, che cosa succede?
La settimana scorsa, il segretario generale dell'Onu, Ban Ki -Moon, ha presentato ai quindici paesi del consiglio di sicurezza le sue proposte per giudicare e perseguire i pirati somali. Nel solo 2010, ha spiegato il segretario generale nel suo rapporto, vi sono stati nelle acque del golfo di Aden 139 episodi di pirateria marina e una trentina di navi sono state sequestrate.
IL KENYA AL VOTO, PER UNA NUOVA COSTITUZIONE 5/8/10
Mercoledì 08 Settembre 2010 12:23
di Irene Panozzo
Una pacifica giornata di voto, con milioni di cittadini alle urne per dire la loro sulla nuova costituzione. È così che si è svolto ieri il referendum costituzionale in Kenya. Un appuntamento importantissimo, che si temeva potesse sfociare subito in scontri simili a quelli che hanno insanguinato il voto delle presidenziali del 27 dicembre 2007.
Ma così non è stato. E il Kenya intero si è messo in fila davanti ai seggi fin dalle primissime ore della giornata, deciso a partecipare a un voto sentito dalla maggioranza come determinante per il futuro del paese. In un senso o nell’altro. Perché la campagna elettorale è stata accesissima, senza esclusione di colpi. E i temi su cui il fronte del “sì”, quello che vuole l’approvazione del progetto di costituzione, e quello del “no” si sono formati e poi scontrati sono numerosi e molto sfaccettati.
UGANDA, AL-SHABAAB COLPISCE KAMPALA 13/07/10
Mercoledì 08 Settembre 2010 12:23
di Irene Panozzo
Per molte ore è stato solo un sospetto. Un sospetto con più di una ragion d’essere, ma senza nessuna prova. Poi nel pomeriggio di ieri, a quasi venti ore dagli attentati, è arrivata la rivendicazione. E gli Shabaab (“i giovani”), il movimento radicale somalo che controlla quasi l’80% del territorio della Somalia meridionale e combatte contro le debolissime istituzioni transitorie di stanza a Mogadiscio, hanno fatto sapere di essere loro i responsabili della doppia esplosione che, nella serata di domenica, ha insanguinato Kampala, la capitale dell’Uganda.
IL CORAGGIO DI KASHA 19/06/10
Mercoledì 08 Settembre 2010 12:23
Irene Panozzo
Appare per quello che è: una giovane donna dallo sguardo dolce e forte. Ma, a ben guardare, anche vagamente impaurito. O forse questa impressione è frutto della suggestione che il suo racconto, la sua testimonianza pacata, senza mai alzare la voce ma anzi a tratti riuscendo a sorridere di quanto dice, provoca in chi l'ascolta.
A vederla così, jeans, t-shirt e dreadlocks, Kasha Jacqueline Nabagesera non sembra una donna che da sette anni rischia la sua incolumità perché uno dei pochissimi volti pubblici di FARUG (Freedom and Roam Uganda ), organizzazione lesbica, bisessuale, transgender e intersex ugandese. Un'organizzazione semi clandestina, visto che in Uganda l'omosessualità è illegale. È un reato, da punire con l'ergastolo se “colti in flagranza di atto sessuale”, come Kasha spiega con un sorriso. “Noi finora ci siamo salvate perché abbiamo trovato una scappatoia: visto che la legge dice che va punito solo chi è colto in flagranza di atto omosessuale, noi riusciamo a parlare, a muoverci, a continuare la nostra lotta anche a viso aperto”.
ZIMBABWE, LA SPINA NEL FIANCO DEL SUDAFRICA 15/06/10
Mercoledì 08 Settembre 2010 12:23
Irene Panozzo
Una crisi, seria e profonda, nel cortile di casa, appena al di là del fiume Limpopo, nel paese-fratello della lotta contro l'apartheid dei rispettivi governi di minoranza bianca: è lo Zimbabwe della crisi economica e politica che dal 2000 a oggi ha trasformato uno dei paesi più floridi dell'Africa in uno stato allo sbando la principale sfida che Pretoria ha dovuto affrontare negli ultimi anni. Una lunga partita di politica estera che non è ancora conclusa e che ha avuto (e continua ad avere) sensibili ripercussioni anche sulle dinamiche interne alla vita politica e sociale sudafricana. Visti dal Sudafrica, i problemi e l'abisso in cui lo Zimbabwe è precipitato negli ultimi dieci anni non sono meno gravi di quanto appaiano guardandoli da un'altra prospettiva. Ma i legami e i punti di contatto tra i due paesi sono tali da aver dato vita, soprattutto durante i due mandati di presidenza di Thabo Mbeki, ad atteggiamenti e mosse politiche nei confronti dello Zimbabwe ben diversi da quelli che parte della stessa società civile sudafricana e molti altri paesi, soprattutto in Occidente, avrebbero auspicato.
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