DIAMANTI INSANGUINATI
Scritto da Redazione
09 Agosto 2010
A oltre dieci anni di distanza si torna a parlare delle pietre che misero a ferro e fuoco l'Africa
Negli anni Novanta una sorta di benedizione divina, i diamanti, si trasformarono nella maledizione dell'Africa. Guerre, mutilazioni, orrori che tornano oggi sotto i riflettori col processo a Charles Taylor. La guerra in Sierra leone, in Liberia, nella Repubblica democratica del Congo o in Angola avevano tutte in comune i “diamanti di sangue” come un giornalista americano, Greg Campbell, li ha chiamati in un libro fortunato e terribile che ha ispirato un famoso film con Leonardo Di Caprio. Paradossalmente si è tornati a parlare di diamanti adesso proprio per via di un altro signor Campbell: Naomi, la supermodella che con Greg non ha nulla a che spartire, ma a quanto pare coi diamanti di sangue che passarono nelle mani di Taylor si.
STRAGE UMANITARIA 9/8/10
Scritto da Redazione
09 Agosto 2010
Il Nuristan, una serie di vallate che nascondono un tesoro prezioso di minerali e che la tradizione chiama la terra dei kafir, tribù miscredenti che discendono dalle invasioni dei macedoni di Alessandro, è adesso un'area molto pericolosa. Assai meno il Badakshan, la provincia del Nord che arriva sino al Pamir e, attraverso il lungo e stretto “corridoio di Wakan”, tocca la Cina nell'unico punto di frontiera in comune tra Pechino e Kabul. E' quest'area, dove si pratica persino un po' di turismo a cavallo, bacino elettorale dell'unica parlamentare donna, Fawzia Kofi, che sia riuscita ad occupare uno dei più altri scranni del parlamento afgano (presidente di una delle due camere), il teatro dell'orribile strage di
giovedi scorso. Sei cittadini americani, un britannico, un tedesco e due afgani afgani appartenenti a una organizzazione non governativa cristiana sono stati trucidati brutalmente, fucilati e derubati, infine abbandonati agli animali da cui gli afgani di queste zone di montagna proteggono le pecore.Quale sia stato esattamente il movente non è chiaro, né è chiaro chi abbia messo in opera la regia dell'orrore che sembra far fare l'ennesimo salto di qualità alla guerra che si combatte nei deserti dell'Helmand ma anche sulle montagne dell'Hindukush, in un'area sino a ieri ritenuta sicura”, per quanto poco voglia ormai dire in Afghanistan questa parola.
IL LADRUNCOLO E IL VIDEOGAME 9/8/10
Scritto da Redazione
08 Agosto 2010
Oscar non è più un bambino, ma è ancora solo un ragazzetto alle porte dell'adolescenza. Quella dura di un barrio sudamericano, dove bisogna dare una mano in casa e rimediare qualche peso per condividere, coi compagni, un salto alla sala dei videogiochi, l'altra comune passione, con il calcio, di un misero quartiere di una cittadina del Nicaragua. A lui, come a tutti, piace l'ultima diavoleria tecnologica per poter videogiocare fuori dalla sala; ma costa 200 dollari, forse quanto il salario di suo padre. Oscar si scontra, nel breve spazio del corto di Yamin Segal, con la dura realtà: ci sono i figli dei ricchi che si
possono comprare il videogame e quelli come lui, cui non resta che lavorare sodo o, se non ce la si fa, trasformarsi in ladro, anzi in ladroncito, ladruncolo, come recita il titolo del corto di Segal, che sembra addolcire e perdonare una mutazione che appare quasi obbligata. Genetica darwiniana della povertà che si è guadagnata la palma alla rinnovata edizione di “Universo Corto”, filmfestival dedicato alle microstorie raccontate in un pugno di minuti .
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