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L'UOMO CHE RIDEVA TROPPO E IL CIRCOLO DELLA CACCIA

Mercoledì 08 Settembre 2010 11:49

Esteri e dintorni - A microfoni spenti

Chissà cosa gli è bruciato di più. Se entrare in carcere o uscire dal Circolo. Francesco Maria De Vito Piscicelli, l’uomo che rideva troppo coinvolto nello scandalone degli appalti d’oro, vantava infatti dal 2003 anche un’associazione di rango al Circolo della Caccia, un luogo di incontro molto esclusivo della nobiltà non solo romana fondato nel 1869 da Francesco Borghese, Luigi Calabrini e Augusto Silvestrelli. Ma quando la direzione del Circolo, guidata dal duca Poldo Torlonia, si è accorta che Francesco Maria vi aveva portato a pranzo i personaggi finiti con lui nelle cronache nazionali, non ci ha messo molto a dargli il benservito. E a poco è servito che FM fosse entrato al Circolo grazie al nome che porta: il medesimo di un suo lontanissimo parente che aveva dato lustro ai soci dell’esclusivo club della capitale. Che lo ha invitato a dimettersi il 1 marzo dal luogo in cui, all’ingresso, campeggia un monito severo: “L’ abito scuro è di rigore per i soci e per i loro invitati”. Il che sottintende tra l’altro che non sta bene sganasciarsi per le disgrazie altrui.

PERCHE’ HO LASCIATO LA RASSEGNA STAMPA DI RADIO3 8/3/10

Mercoledì 08 Settembre 2010 11:49

Esteri e dintorni - A microfoni spenti

Dopo dieci anni di onorata conduzione ho lasciato la rassegna stampa di Radio3 che, per una settimana al mese, raccontavo alle 7 del mattino alternandomi con gli ottimi Spinola, Panozzo, Trincia e Del Soldà. Agli ascoltatori dovrò pure una spiegazione di questo silenzio anche perché, non lo nego anzi lo sottolineo, gran parte della mia formazione professionale (e della mia seppur piccola popolarità) la devo proprio a quei 14 minuti al mattino ai microfoni di Radio3. All’inizio dell’anno l’amministrazione mi ha chiamato per discutere il nuovo contratto dopo che la direzione ci aveva avvisato, con grande nostra gioia, che la rassegna sarebbe cresciuta di quasi 10 minuti, andando in onda dalle 6.50. Ma dieci minuti in più alla radio non sono noccioline. Specie se dovete leggere notizie in una lingua che non è la vostra. Richiede non solo più tempo ma un’attenzione maggiore e una sveglia anticipata. Senza che vi fosse la benché minima trattativa, la Rai mi ha proposto di lavorare di più ma – sorpresa – di non essere pagato una seppur minima lira in più. Anzi, mi proponeva un taglio del contratto del 20%. Malauguratamente il giorno prima, l’azienda, che ha fatto un taglio del 30% al bilancio di Radio3 (giustificando dunque anche quello sui compensi) aveva appena nominato 22 nuovi vicedirettori. Non so e non mi interessa quale sia il loro stipendio né la mansione esatta di una carica in genere assai vaga, ma ho fatto quattro conti. A chi è tutelato in azienda da un contratto a tempo indeterminato il taglio non lo fanno e però la Rai nomina una ventina di alti dirigenti. Non sarà che quel 30% di tagli lo fanno pagare solo a noi collaboratori esterni?....(segue: leggi tutto e commenta su Great Game il blog di E. Giordana)

AFGHANISTAN, LA UE SILURA IL CANDIDATO ITALIANO 23/2/10

Mercoledì 08 Settembre 2010 11:49

Esteri e dintorni - A microfoni spenti

Nello stesso giorno in cui si diffonde la notizia dell’ennesima strage in Afghanistan avvenuta domenica un’altra pessima se ne aggiunge sotto il profilo, questa volta, diplomatico. All’ambasciatore italiano Ettore Sequi, inviato dell’ Unione Europea a Kabul, viene preferito nell’avvicendamento l’ex ministro degli Esteri lituano Vygaudas Usackas. Ma non è uno smacco per l’Italia, come qualcuno si affretta a dire: è uno sberleffo all’Afghanistan. Usackas infatti si è da poco dimesso per divergenze col suo presidente, Dalia Grybauskaitė, sui famosi voli segreti della Cia che, secondo l’ex ministro, erano alla fin fine operazioni regolari. Un’ottima carta per presentarsi davanti al governo di Kabul che non nasconde la sua contrarietà per il carcere chiuso di Bagram, la prigione extra territoriale nella grande base americana in Afghanistan Il ministro Frattini si è affrettato a difendere la scelta dell’Alto rappresentante per la politica estera europea Catherine Ashton che a Sequi ha preferito il ministro delle extaordinary rendition: Sequi – dice - la Aston se lo terrà e qualcosa gli farà pur fare per non “perderne l’expertise”. Ma Franco Frattini perde l’occasione per chiedersi come mai a un diplomatico senza macchia (non importa se italiano o meno) la Ashton preferisca – questa la sua motivazione - un politico...con la giacca piena di schizzi di fango. La verità è che il lituano è stato imposto dai britannici. E’ un uomo loro come loro è Mark Sedwill (ex ambasciatore britannico a Kabul), il rappresentante civile della Nato che, su pressione di Londra, va a sedersi sulla sedia occupata dall’italiano Fernando Gentilini. Vittoria dell’Union Jack e occasione persa per il tricolore. Ma non per rispetto dell’Italia. Per rispetto dell’Afghanistan.

GLI IMBARAZZI DI EIKENBERRY 22/11/09

Mercoledì 08 Settembre 2010 11:49

Esteri e dintorni - A microfoni spenti

Durante l’insediamento di Karzai alla presidenza dell’Afghanistan, all’ambasciatore Eikenberry Karl - un ex militare apprezzato anche dai liberal - è toccato sorbirsi il sorriso beffardo di Fahim, il nuovo vice presidente che molti amerebbero vedere in tribunale. Ma che dire quando Hillary Clinton ha calorosamente salutato Dostum, il generale che era stato incirminato per omicidio dalla procura della capitale e che per Obama è solo un tristo assassino? Certo non lo aveva riconosciuto. ma l’ennesima gaffe e quel sorriso a tutta bocca del segretario di Stato deve esser stato davvero imbarazzante. Chissà come sghignazzava Dostum. Come tanti altri per la verità. Perché la signora Clinton disfa per pranzo ciò che il suo presidente ha disposto a colazione. A volte senza nemmeno rendersene conto

VERSO L’INCORONAZIONE DI KARZAI 6/11/09

Mercoledì 08 Settembre 2010 11:49

Esteri e dintorni - A microfoni spenti

Di certo e ufficiale non c’è ancora nulla. Ma la data possibile per l’"incoronazione" di Karzai al suo terzo mandato (il primo ad interim, il secondo per voto, il terzo per rinuncia del concorrente) dovrebbe essere giovedi 19 novembre nella capitale, nel palazzo presidenziale sulle rive del fiume Kabul. E un’altra indiscrezione dice che sarà presente, per gli Stati Uniti, il capo del Dipartimento di Stato, signora Hillary "gaffe" Clinton. Tutti sperano che si limiti a presenziare senza proferir verbo, dando magari solo di gomito al rappresentante del Pakistan che, al momento non si sa ancora chi sarà

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il supplemento culturale di Lettera22 diretto da Attilio Scarpellini

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