VERSO IL G8: AGRICOLTURA E CLIMA , QUANDO L’INAZIONE UCCIDE 21/05/09
Venerdì 10 Settembre 2010 10:01
G8, L’ECONOMIA DOMINA LA GIORNATA FINALE 10/07/08
Venerdì 10 Settembre 2010 10:01
Economia e Ambiente - Economia
Nel pomeriggio giapponese, ieri nell’isola di Hokkaido è stato tempo di conferenze stampa e bilanci sui tre giorni di vertice dei G8 ormai in chiusura. Nell’ultimo giorno di riunioni, a tenere banco è stata di nuovo la difficile congiuntura che l’economia globale sta vivendo. Oltre ad aver ripreso il tema dei cambiamenti climatici, gli Otto Grandi hanno così trattato i nodi riguardanti il rialzo dei prezzi del petrolio e dei prodotti alimentari con il loro conseguente impatto inflazionistico, la stabilità dei mercati finanziari e la lotta al protezionismo. Nonostante le difficoltà congiunturali e l’attuale fase di rallentamento della crescita, però, i G8 hanno ribadito il loro ottimismo sulle prospettive dell’economia globale. Un’attenzione particolare è stata dedicata, ha riferito nella conferenza stampa alla conclusione del vertice il presidente del summit e primo ministro giapponese Yasuo Fukuda, alla questione del caro-petrolio. Per affrontare la quale nel prossimo autunno il Giappone ospiterà una riunione dei paesi produttori e consumatori di petrolio. “Il summit”, ha spiegato Fukuda, “sarà il primo del suo genere” e servirà a discutere le misure per far fronte alle impennate dei prezzi del greggio e gli strumenti per la condivisione di tecnologie per il risparmio energetico. Il premier giapponese, che ha anche ribadito la richiesta del G8 di trovare un migliore equilibrio tra la domanda e l’offerta di greggio, ha inoltre aggiunto che l’agenda del forum sul caro-petrolio dovrebbe tenere conto delle conclusioni del recente vertice svoltosi a Jedda e di quello che si terrà a Londra, in uno sforzo globale per affrontare congiuntamente uno dei problemi che più hanno preoccupato gli Otto Grandi in questi giorni di summit. Non solo. Il G8 ha anche deciso di dare mandato agli organismi internazionali, a partire dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale, per esaminare le cause dell’aumento dei prezzi dell’oro nero, così da rendere possibili, ha chiarito il premier italiano Silvio Berlusconi nella sua conferenza stampa, “le decisioni opportune per abbassare il prezzo del petrolio”. Per quel che riguarda invece la crisi dei mercati finanziari, la dichiarazione finale del G8 ha sottolineato “l’importanza di una rapida applicazione delle raccomandazioni del Forum per la stabilità finanziaria” presieduto dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. Altro tema toccato è stato quello delle regole commerciali, che ha registrato, ha riferito il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, la maggiore determinazione rispetto al passato del presidente Usa George Bush e di quello brasiliano Inacio Lula da Silva a concludere velocemente i negoziati del Doha Round dell’Organizzazione mondiale per il commercio. Nella speranza che i problemi dell’economia globale non debbano rientrare nell’agenda del summit G8 del 2009, presieduto dall’Italia, l’appuntamento è quindi per l’isola della Maddalena. Sempre che, come ha avvertito Berlusconi ieri, i ritardi nei lavori non costringano Roma a scegliere un’altra sede che sarà comunque “estremamente funzionale”. L’articolo e’ sui quotidiani locali del Gruppo L’EspressoG8, CLIMA E PETROLIO AL CENTRO DEL SECONDO GIORNO 09/07/08
Venerdì 10 Settembre 2010 10:01
Economia e Ambiente - Economia
Le trattative serrate della notte hanno dato frutto. E gli Otto Grandi, riuniti nell’isola giapponese di Hokkaido per il loro summit annuale, sono così riusciti a portare a casa un risultato che alla vigilia appariva difficile da ottenere: l’accordo sul clima. A premere più di tutti perché il G8 che si conclude oggi desse seguito all’impegno sottoscritto l’anno scorso a Heiligendamm, in Germania, di prendere “in seria considerazione” il problema dei mutamenti climatici è stato soprattutto il Giappone, sostenuto anche dal cancelliere tedesco Angela Merkel. Facile quindi immaginare la soddisfazione del premier giapponese Yasou Fukuda nell’annunciare ieri che il summit aveva trovato l’accordo sulla riduzione, entro il 2050, delle emissioni di gas serra “fino al 50%”. Una meta da raggiungere, dice il documento comune adottato dal G8, attraverso obiettivi di medio e di lungo periodo che coinvolgano non solo gli Otto Grandi ma anche tutti quei paesi (e sono circa 200) che partecipano in sede Onu alle discussioni sul clima. Non è stato chiarito però quale debba essere il livello di riferimento per i tagli, se “i livelli attuali”, come detto da Fukuda, oppure il 1990, come richiesto sia dall’Unione Europea che dalle associazioni ambientaliste. Positivi i commenti sull’accordo degli altri protagonisti del summit, a iniziare da Angela Merkel, secondo cui l’accordo raggiunto al vertice di Hokkaido rappresenta un significativo passo avanti nella lotta contro i cambiamenti climatici. Sulla stessa linea il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, che ha detto che l’intesa raggiunta dal G8 “è sulla strada giusta che porta verso Copenhagen”, che a dicembre 2009 ospiterà “la conferenza per varare il protocollo post-Kyoto”. Soddisfatti per “l’eccellente dichiarazione sul clima” anche gli Stati Uniti. Da parte del fronte degli ambientalisti, invece, le reazioni non sono state altrettanto entusiastiche. Duro il giudizio del WWF, che ha definito l’accordo un “patetico” tentativo di nascondere “le storiche responsabilità” delle grandi economie mondiali. Legambiente, invece, per bocca del suo responsabile internazionale Maurizio Gubbiotti, si chiede “perché rimandare a domani” la soluzione di un problema attuale. Negativo anche il commento della Caritas Internationalis, che in una nota ha detto che il G8 “non ha tagliato a sufficienza le emissioni”. Delusione anche da parte dei cosiddetti G5 (Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica), che ieri, in una dichiarazione congiunta, hanno chiesto ai G8, con cui si incontreranno oggi, di tagliare le emissioni del 25-40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020. Ma non c’è stato solo il clima a tenere banco ieri a Toyako. Gli Otto Grandi hanno affrontato anche il tema dell’economia globale, sulle cui “prospettive di crescita” rimangono “fiduciosi”. A metterla in pericolo, però, ci sono “gli alti prezzi delle materie prime, specialmente petrolio e alimentari”. Per questo il G8 ieri ha fatto appello all’Opec, affinché in questa fase aumenti la produzione e la distribuzione del greggio. “I paesi produttori”, dice il documento finale, “dovrebbero assicurare un clima adatto per gli investimenti stabili e trasparenti”, mentre sul lato della domanda sono necessari “ulteriori sforzi per seguire una diversificazione energetica”. A partire da quella nucleare, per molti paesi “uno strumento chiave per ridurre la dipendenza dai carburanti fossili”. L’articolo e’ uscito anche sui quotidiani locali del Gruppo L’EspressoG8, PRIMA FUMATA NERA 08/07/08
Venerdì 10 Settembre 2010 10:01
Economia e Ambiente - Economia
Nessun accordo, ma solo un rinvio alle riunioni in programma oggi. È così, con un nulla di fatto sul tema degli aiuti all’Africa, che si è chiusa la prima giornata dei lavori del summit dei G8 a Toyako, nell’isola giapponese di Hokkaido. Un’intera giornata di incontri, iniziata con un pranzo ufficiale a cui hanno partecipato, oltre agli Otto Grandi, anche il presidente della Commissione dell’Unione Africana Jean Ping (poi ricoverato per un malore) e i capi di stato e di governo di Algeria, Etiopia, Ghana, Nigeria, Senegal, Sudafrica e Tanzania, in cui però la crisi dello Zimbabwe ha preso più tempo dei dibattiti sugli aiuti al continente. Sul piatto c’era la richiesta ai G8 di rispettare le promesse fatte negli anni scorsi, in particolare al summit di Gleneagles del 2005, di raddoppiare gli aiuti allo sviluppo diretti in Africa, arrivando entro il 2010 a 25 miliardi di dollari all’anno. Un impegno che, stando alle indiscrezioni dei giorni scorsi, sarebbe sparito dalla bozza di accordo preparata in vista del summit. Ieri il richiamo al rispetto delle promesse di Gleneagles è venuto anche dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, che ha sottolineato come il mondo stia affrontando “tre crisi simultanee: una crisi alimentare, una crisi climatica e una crisi dello sviluppo”. A pagare il prezzo più alto, i paesi più poveri, africani in primis, che rischiano seriamente di mancare gli Obiettivi di sviluppo del Millennio. “Quello di cui abbiamo bisogno ora”, ha aggiunto Robert Zoellick, presidente della Banca Mondiale, “sono risorse, azione e risultati in tempi certi”. Un invito che non ha dato frutti immediati. Anche l’unica azione concreta già annunciata, la creazione di un fondo da un miliardo di euro per sostenere l’agricoltura nei paesi in via di sviluppo anticipata dal presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso prima dell’apertura del summit, è stata rimandata. La formalizzazione era attesa per oggi, ma nella notte giapponese il portavoce della commissaria all’agricoltura Mariann Fischer Boel ha fatto sapere che “la proposta è stata rinviata per dare tempo alla Commissione di definire le modalità e le condizioni della gestione dei fondi”. Non è andata meglio neanche per l’altro grande tema in programma ieri, tra i principali che il summit deve affrontare. Ovvero quello dei cambiamenti climatici, argomento molto caro alla presidenza giapponese, che ha concordato con la Ue l’obiettivo di dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2050. Un piano ambizioso, a cui gli Usa, che secondo Ban Ki-moon dovrebbero “avere un ruolo guida” sul tema, potrebbero aderire solo se vi si adegueranno anche le economie emergenti, e maggiormente inquinanti, come l’India e la Cina. Gli Usa si sono anche detti contrari alla proposta del presidente Sarkozy di allargare il G8 a includere anche Cina, India, Brasile, Messico e Sudafrica. Una posizione condivisa anche dal premier italiano Silvio Berlusconi, che ha detto di essere convinto che la formula attuale “sia da mantenere”. Nella sua conferenza stampa Berlusconi ha parlato degli aiuti all’Africa, che dovrebbero concentrarsi su progetti infrastrutturali costruendo “strade, autostrade, ferrovie e ospedali”, e dell’aumento dei prezzi del petrolio. Tema su cui, dice il premier, l’Italia propone di “incrementare i margini di deposito per gli acquisti in futuro”. L’articolo è uscito anche sui quotidiani locali del Gruppo L’EspressoLA SCOMMESSA VINCENTE DI BANCA ETICA 03/10/07
Venerdì 10 Settembre 2010 10:01
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Il titolo, "Lettera22". Il sottotitolo: "L'unica linea che un giornalista è tenuto a rispettare è quella ferroviaria...", lo slogan della nostra Associazione. La trasmissione radiofonica che gli dà voce va in onda il martedì alle ore 15,30 sulle frequenze di Radio Popolare Roma (103.3)














