1. Skip to Menu
  2. Skip to Content
  3. Skip to Footer>

AL VIA DOMENICA LA PERUGIA-ASSISI

Mercoledì 08 Settembre 2010 11:44

Pace&Guerra

Cento 'giovani per la pace' potranno cambiare il mondo. Con questa speranza la Marcia per la pace Perugia-Assisi 2010, presentata oggi a Roma, ha deciso di promuovere l'impegno delle nuove generazioni che si riconoscono nelle parole d'ordine : cittadinanza, diritti e pace.

Trascorsi quarantanove anni di vita, gli organizzatori temono che la 'marcia' possa essere percepita come “una scampagnata”, in realtà, ha spiegato il coordinatore nazionale della Tavola della pace, Flavio Lotti, “vuole essere una reazione contro le disuguaglianze, la censura, le mafie e le paure”.


Leggi tutto...

L'UOMO CHE RIDEVA TROPPO E IL CIRCOLO DELLA CACCIA

Mercoledì 08 Settembre 2010 11:44

A microfoni spenti

Chissà cosa gli è bruciato di più. Se entrare in carcere o uscire dal Circolo. Francesco Maria De Vito Piscicelli, l’uomo che rideva troppo coinvolto nello scandalone degli appalti d’oro, vantava infatti dal 2003 anche un’associazione di rango al Circolo della Caccia, un luogo di incontro molto esclusivo della nobiltà non solo romana fondato nel 1869 da Francesco Borghese, Luigi Calabrini e Augusto Silvestrelli. Ma quando la direzione del Circolo, guidata dal duca Poldo Torlonia, si è accorta che Francesco Maria vi aveva portato a pranzo i personaggi finiti con lui nelle cronache nazionali, non ci ha messo molto a dargli il benservito. E a poco è servito che FM fosse entrato al Circolo grazie al nome che porta: il medesimo di un suo lontanissimo parente che aveva dato lustro ai soci dell’esclusivo club della capitale. Che lo ha invitato a dimettersi il 1 marzo dal luogo in cui, all’ingresso, campeggia un monito severo: “L’ abito scuro è di rigore per i soci e per i loro invitati”. Il che sottintende tra l’altro che non sta bene sganasciarsi per le disgrazie altrui.

PERCHE’ HO LASCIATO LA RASSEGNA STAMPA DI RADIO3 8/3/10

Mercoledì 08 Settembre 2010 11:44

A microfoni spenti

Dopo dieci anni di onorata conduzione ho lasciato la rassegna stampa di Radio3 che, per una settimana al mese, raccontavo alle 7 del mattino alternandomi con gli ottimi Spinola, Panozzo, Trincia e Del Soldà. Agli ascoltatori dovrò pure una spiegazione di questo silenzio anche perché, non lo nego anzi lo sottolineo, gran parte della mia formazione professionale (e della mia seppur piccola popolarità) la devo proprio a quei 14 minuti al mattino ai microfoni di Radio3. All’inizio dell’anno l’amministrazione mi ha chiamato per discutere il nuovo contratto dopo che la direzione ci aveva avvisato, con grande nostra gioia, che la rassegna sarebbe cresciuta di quasi 10 minuti, andando in onda dalle 6.50. Ma dieci minuti in più alla radio non sono noccioline. Specie se dovete leggere notizie in una lingua che non è la vostra. Richiede non solo più tempo ma un’attenzione maggiore e una sveglia anticipata. Senza che vi fosse la benché minima trattativa, la Rai mi ha proposto di lavorare di più ma – sorpresa – di non essere pagato una seppur minima lira in più. Anzi, mi proponeva un taglio del contratto del 20%. Malauguratamente il giorno prima, l’azienda, che ha fatto un taglio del 30% al bilancio di Radio3 (giustificando dunque anche quello sui compensi) aveva appena nominato 22 nuovi vicedirettori. Non so e non mi interessa quale sia il loro stipendio né la mansione esatta di una carica in genere assai vaga, ma ho fatto quattro conti. A chi è tutelato in azienda da un contratto a tempo indeterminato il taglio non lo fanno e però la Rai nomina una ventina di alti dirigenti. Non sarà che quel 30% di tagli lo fanno pagare solo a noi collaboratori esterni?....(segue: leggi tutto e commenta su Great Game il blog di E. Giordana)

AFGHANISTAN, LA UE SILURA IL CANDIDATO ITALIANO 23/2/10

Mercoledì 08 Settembre 2010 11:44

A microfoni spenti

Nello stesso giorno in cui si diffonde la notizia dell’ennesima strage in Afghanistan avvenuta domenica un’altra pessima se ne aggiunge sotto il profilo, questa volta, diplomatico. All’ambasciatore italiano Ettore Sequi, inviato dell’ Unione Europea a Kabul, viene preferito nell’avvicendamento l’ex ministro degli Esteri lituano Vygaudas Usackas. Ma non è uno smacco per l’Italia, come qualcuno si affretta a dire: è uno sberleffo all’Afghanistan. Usackas infatti si è da poco dimesso per divergenze col suo presidente, Dalia Grybauskaitė, sui famosi voli segreti della Cia che, secondo l’ex ministro, erano alla fin fine operazioni regolari. Un’ottima carta per presentarsi davanti al governo di Kabul che non nasconde la sua contrarietà per il carcere chiuso di Bagram, la prigione extra territoriale nella grande base americana in Afghanistan Il ministro Frattini si è affrettato a difendere la scelta dell’Alto rappresentante per la politica estera europea Catherine Ashton che a Sequi ha preferito il ministro delle extaordinary rendition: Sequi – dice - la Aston se lo terrà e qualcosa gli farà pur fare per non “perderne l’expertise”. Ma Franco Frattini perde l’occasione per chiedersi come mai a un diplomatico senza macchia (non importa se italiano o meno) la Ashton preferisca – questa la sua motivazione - un politico...con la giacca piena di schizzi di fango. La verità è che il lituano è stato imposto dai britannici. E’ un uomo loro come loro è Mark Sedwill (ex ambasciatore britannico a Kabul), il rappresentante civile della Nato che, su pressione di Londra, va a sedersi sulla sedia occupata dall’italiano Fernando Gentilini. Vittoria dell’Union Jack e occasione persa per il tricolore. Ma non per rispetto dell’Italia. Per rispetto dell’Afghanistan.

MARCIA DELLA PACE: LOTTI INVITA GENERALE CAMPORINI ALLA PERUGIA-ASSISI 7/1/10

Mercoledì 08 Settembre 2010 11:44

Pace&Guerra

MARCIA PACE: GENERALE CAMPORINI, APRIRE DIALOGO CON PACIFISTI = (AGI) - Roma, 7 dic. - E’ tempo che Forze armate e movimento pacifista avviino un dialogo. L’opinione e’ stata espressa al massimo livello, vale a dire dal capo di Stato maggiore della Difesa, Vincenzo Camporini. Il generale, invervistato da Ritanna Armeni e da Emanuele Giordana nella penultima puntata della trasmissione ’Soldati’, in onda oggi su Radio3 alle 18, ha sottolineato che questo processo puo’ iniziare nel rispetto delle diversita’ e a patto che si sia disposti "a rimuovere le barriere ideologiche". L’intervista, che occupa gran parte della trasmissione, e’ stata fatta poi ascoltare nella parte riferita al movimento pacifista a Flavio Lotti, esponente di punta di quel movimento e organizzatore della Perugia-Assisi. Lotti non ha esitato a cogliere quest’apertura e ha invitato i militari italiani a partecipare "alle giornate di discussione", preparatorie della storica marcia della pace che si tiene da anni in Umbria. "Se cio’ avvenisse", hanno commentato i due conduttori della trasmissione, "significherebbe che le Forze armate italiane sono davvero cambiate. E che lo e’ anche ilmovimento per la pace che evidentemente riconosce nel dialogo, com’e’ sua tradizione, lo strumento migliore per combattere la guerra". Nelle 15 puntete di ’Soldati’ sono stati intervistati una trentina di militari, sottufficiali e non, tra cui -oltre a Camporini- i generali Cabigiosu, Graziano, Bertolini, D’Alessandro e Fogari. (AGI) Vai alla pagina dedicata di Radio3 e scarica il podcast della trasmissione --

Zona22
il supplemento culturale di Lettera22 diretto da Attilio Scarpellini

Comunicazione

Lettera22 opera come agenzia di comunicazione, ufficio stampa e servizi editoriali