"WE WILL ROCK YOU", SUL FILO DELL’IRONIA RIVIVE IL MITO DEI QUEEN 15/02/10
Venerdì 10 Settembre 2010 09:52
La musica strumentale è scomparsa per lasciare posto a quella digitale. L’industria discografica è in mano a un’unica grande multinazionale, che vuole cancellare ogni ricordo delle melodie che furono. “We will rock you”, sorprendente mix di ironia e buona musica, si svolge in un futuro immaginario, forse non troppo lontano, per rievocare il mito dei Queen. Lo spettacolo, in scena in questi giorni al Brancaccio di Roma, si avvale di un cast di 30 cantanti, attori e ballerini, accompagnati da una band di otto elementi che interpretano 24 successi dello storico gruppo britannico. Senza mai cedere a tentazioni didascaliche, tra citazioni musicali e sottile umorismo, lo spettacolo intrattiene con piacevole leggerezza e interpretazioni canore all’altezza dell’icona Freddy Mercury. Notevole il lavoro di adattamento per il pubblico italiano del musical nato in Inghilterra. I dialoghi sono infatti intessuti con innumerevoli citazioni di successi vecchi e nuovi della canzone italiana. Un lavoro che può essere apprezzato non solo dai fan dei Queen. Diretti da Maurizio Colombi, si alternano sul palco artisti emergenti e affermati come Massimiliano Colonna - il primo a entrare in scena - Martha Rossi e Martina Ciabatti, Loredana Fadda e Mary Dima, Paolo Barillari e Valentina Ferrari, Salvo Vinci e Gianluca Merolli, Carlo Spanò e Salvo Bruno. "We Will Rock You" è una "rock-opera" scritta proprio dai Queen. Rappresentata per la prima volta al Dominion Theatre nel West End di Londra, il 12 Maggio 2002, ha da poco festeggiato i sette anni consecutivi di rappresentazioni.
“LA NOTTE E’ UN PAZZO CON LE MECHES”: RITORNO AL LIVE PER UN MAESTRO DELLO SWING
Venerdì 10 Settembre 2010 09:52
Ritorno al passato per un cantautore che con il suo swing ha saputo conquistare un pubblico dai gusti raffinati: dopo oltre 20 anni, Sergio Caputo presenta un nuovo album dal vivo. “La notte è un pazzo con le mèches” è un bootleg d’autore, registrato con la complicità dell’artista nei concerti degli ultimi anni. Il lavoro raccoglie il meglio dell’esperienza del Sergio Caputo Quintet, formato da Paolo Vianello (piano, tastiere), Mauro Beggio (batteria), Edu Hebling (basso, backvocals) e Giulio Visibelli (sax tenore, sax soprano, flauto).
L’appuntamento è martedì 15 settembre al The Place, locale romano che ha fatto della musica d’autore il suo tratto distintivo. Coprodotto dall’etichetta californiana Alcatraz Moon e dalla D’Herin Records, "La notte è un pazzo con le mèches" contiene anche un inedito dal titolo Bibidin-Babidin-Bibidi-Boom.
Al The Place Caputo incontrerà fan, amici e giornalisti dalle 18,30 in poi. Dalle 21,30 circa, il trio formato da Caputo, Marco Monaco e Patrizio Sacco si esibirà con amici e ospiti musicali in un live ad oltranza. Un curiosità: il titolo del disco riprende una frase del brano "Anche i detective piangono", contenuta nell’album "Storie di Whisky Andati" del 1988.
TEANO JAZZ WINTER
Venerdì 10 Settembre 2010 09:52
Torna il jazz italiano a Teano. Prende il via quest’anno Teano Jazz Winter, naturale prosecuzione della rassegna estiva, giunta quest’anno alla sua 13a edizione, un’iniziativa che si svolge nell’ambito del più ampio progetto cui l’associazione Teano Musica sta lavorando da tempo, che prevede una presenza sul territorio per tutto il corso dell’anno.
Questa prima edizione ha un’impostazione artistica di taglio diverso rispetto all’appuntamento estivo, privilegiando un filone musicale molto più contiguo al mainstream jazz, ricercando nell’espressione musicale soprattutto immediatezza e comunicativa, nell’intento di favorire la partecipazione del pubblico.
Il cartellone prevede nella prima serata, presso la chiesa di S. Pietro in Acquariis, il post-bop del quartetto di Jerry Popolo con la partecipazione del bassista Dario Deidda. La serata successiva vedrà, nella stessa atmosfera, l’esibizione del duo Roberto Gatto e Danilo Rea, con il progetto Improvvisi.
Sabato 10 dicembre (Auditorium) la grande orchestra del maestro Gerardo Di Lella farà rivivere la musica delle big band americane in un excursus storico-stilistico che toccherà contesti molto diversi tra loro. L’ospite della serata sarà il grande trombettista Flavio Boltro, in arrivo per l’occasione direttamente da Parigi dove risiede da qualche anno.
Chiuderà la rassegna, sempre all’Auditorium, il quartetto di un altro carismatico personaggio del mondo del Jazz italiano, Romano Mussolini, che racconterà la sua anomala passione per il jazz.
PROGRAMMA
Giovedi 8 dicembre
S. Pietro in Acquariis
JERRY POPOLO QUARTET
Jerry Popolo (sax)
Dario Deidda (basso el)
Giampiero Virtuoso (batteria)
Alfonso Deidda (piano)
Venerdi 9 dicembre
S. Pietro in Acquariis
ROBERTO GATTO – DANILO REA DUO: “Improvvisi”
Roberto Gatto (batteria)
Danilo Rea (pianoforte)
Sabato10 dicembre
Auditorium
GERARDO DI LELLA & LINO QUAGLIERO BIG BAND
special guest FLAVIO BOLTRO
Filiberto Palermini, Paolo Recchia, Andrea Pace, Giampiero Lopiccolo (sassofoni)
Sergio Vitale, Mirko Rinaldi, Michele Makarovich (trombe)
Luca Giustozzi, Walter Fantozzi (tromboni)
Giulio Todrani (cantante)
Stefano Sabatini (piano)
Marco Loddo (contrabbasso)
Gegè Munari (batteria)
Gerardo Di Lella (direttore)
Arrangiamenti: Gerardo Di Lella e Lino Quagliero
Domenica 11 dicembre
Auditorium
ROMANO MUSSOLINI QUARTET
Romano Mussolini (pianoforte)
Massimo D’Avola (sax)
Lucio Turco (batteria)
Guido Giacomini(contrabbasso)
Tutti i concerti iniziano alle ore 20,30
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LA PERLA DELL’ESTATE 19/07/05
Venerdì 10 Settembre 2010 09:52
Resterà una perla nell’estate romana 2005 l’esibizione di Cassandra Wilson, fra le voci jazz più espressive al mondo. La splendida cinquantenne del Missisipi è la nuova “Billie Holiday”, come è stata soprannominata dalla critica che, con un giudizio quasi unanime – e sarebbe davvero arduo dissociarsi – ne ama il timbro da contralto, la facilità vocale, la capacità interpretativa che spazia dal jazz al blues, dal country al soul. Cassandra delizia gli spettatori della cavea dell’Auditorium – quale luogo migliore per la sua performance, tutta di atmosfera – in una
serata di easy listening che, proprio perchè scevra da ogni tentazione di cerebralità nella trama musicale, lascia un’impronta di originalità nella torrida estate della capitale.
Spicca la Wilson perfino nel raffinato programma “Voci di donna”, proposto dall’Accademia nazionale di Santa Cecilia, un cartellone di tutto rispetto che pure spazia da Gal Costa fino a Miriam Makeba. Lascia una traccia con la semplicità dei grandi, degli artisti che “fanno sembrar facili le cose difficili”, che donano le gemme preziose del loro talento senza spocchia esibizionista, ma con la passione di chi ama condividere il proprio animo con il pubblico, stabilisce una relazione di empatia, si diverte e fa divertire, si lascia trasportare dal rythm and blues e si perde negli assolo di una band a propri agio nelle contaminazioni più varie: percussioni afroamericane, armonica e banjo dei bluesmen di New Orleans, chitarre reggae o con sfumature jazz, una cornice che valorizza al massimo la straordinaria versatilità espressiva della Wilson.
Cassandra canta un repertorio che, accanto a brani originali, ripropone standard gospel e personalissime rivisitazioni di pezzi del pop o del reggae d’autore. Si muove con leggiadria sul terreno minato del confronto con i classici o con pezzi che appartengono al patrimonio universale della canzone d’autore: da “Fragile” di Sting a “Time after time” di , fino alla commovente versione della “Redemption Song” di Bob Marley.
La sua presenza è il fulcro dell’estate romana, sia pure in una stagione che, fra gli altri, ha regalato eventi del calibro dell’ultimo concerto di B.B. King in Europa, la fusion di Joe Scofiled, i concerti del Teatro Marcello o alla nuova Casa del jazz.
Tanto più – in un’estate romana che ormai da anni sale in qualità di proposte artistiche e diversificazione delle iniziative – la voce di Cassandra, la sua mano ritmata sul cuore “full of joy”, il suo sorriso che giunge dritto al cuore, hanno impreziosito la collana di perle musicali che la capitale ha indossato con l’usuale nonchalance.
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Il titolo, "Lettera22". Il sottotitolo: "L'unica linea che un giornalista è tenuto a rispettare è quella ferroviaria...", lo slogan della nostra Associazione. La trasmissione radiofonica che gli dà voce va in onda il martedì alle ore 15,30 sulle frequenze di Radio Popolare Roma (103.3)














